Una Semplice Cella di Lievitazione fai da te




Indicazioni su come autocostruirsela

La mia cella di lievitazione "fai da te".

Una delle prime cose che si notano con l'uso del lievito madre naturale è che a seconda della temperatura ambiente cambiano tempi e modi di lavorazione per gestire al meglio il prodotto finito. Il Lievito Madre infatti una volta inserito negli impasti necessita di una temperatura ottimale che si aggira intorno ai 26...28 ° gradi ma che possiamo avere soltanto in estate, e nei mesi più freddi?

In inverno con temperature basse i tempi si allungano, a volte persino troppo, facendo sballare la nostra tabella di marcia e così il pane per l'ora di pranzo sarà pronto per l'ora di cena, la pizza per la cena pronta per la colazione del mattino dopo. Pizza e pane a parte, con qualche accorgimento se ne potrebbe anche fare a meno, se fate grandi lievitati: Panettone, Pandolro, Colomba ecc. Serve una cella di lievitazione, una piccola camera che garantisca una temperatura costante ed ottimale in qualsiasi stagione, non serve una cosa professionale e costosa, la mia per esempio l'ho realizzata con poche decine di euro, avrei potuto spendere anche meno se non avessi voluto perfezionarla strada facendo. (costo totale 34€)

contenitore plasticaEccola qui, si tratta di una semplice scatola di plastica trasparente, una di quelle vendute come contenitori per vario genere di mercanzie, la si trova in qualsiasi negozio di casalinghi e ce ne sono di tutte le misure; ognuno potrà sceglierla in base alle proprie necessità, io ne ho preso una piccola ma che potesse contenere comodamente due ciotole, sarebbe stato inutile, oltre che ingombrante e dispersivo, scegliere qualcosa di più grande. Assicuratevi che ci sia il suo coperchio e che questo chiuda perfettamente, niente feritoie o apertura varie. Costo 6 € coperchio compreso.
La uso capovolta in modo da non avere dispersioni di calore in quanto questo sale verso l'alto e trova il fondo perfettamente chiuso, non sarebbe la stessa cosa se fosse il coperchio a fare da tenuta al calore visto che ci sarebbe inevitabilmente qualche piccola feritoia a disperderlo.

contenitore apertoIo vi racconto la mia esperienza, giusto per fornirvi uno spunto, poi è ovvio che ognuno farà quello che vuole ed anzi, qualcuno potrà farla sicuramente anche migliore. Cominciamo col riscaldarla, ci si potrebbe mettere dentro la stessa "lucina" come quella del forno di casa. Se è vero che con quella lampadina accesa si hanno nel forno 30 gradi, in un contenitore che avesse più o meno le stesse dimensioni del fornetto di casa si avrebbero anche più o meno gli stessi gradi. Inizialmente avevo messo un portalampada con lampadina da pochi watt (25W) tipo quella del forno. Per controllare la temperatura avevo inserito anche un termostato recuperato da un vecchio ferro da stiro ma in pratica non serviva e non staccava mai perchè la quantità di calore provocata dalla lampada non superava i 30 gradi richiesti e questo per via delle dispersioni delle pareti del contenitore e l'assorbimento di calore da parte degli impasti.

tubo riscaldanteAl posto del termostato avrei potuto utilizzare una lampada più potente, 40W. regolata da una di quelle manopole varialuce, alzando ed abbassando la luminosità della lampadina avrei ottenuto più o meno calore, questo funzionava meglio ma non mi piaceva perché il calore non era distribuito uniformemente, essendo il punto di emissione uno soltanto succedeva che la ciotola più distante dalla lampadina non lievitava allo stesso modo di quella più vicina, ed allora ho pensato ai terrari, agli acquari, che grazie a delle serpentine riscaldanti posizionate sul fondo riescono ad avere una temperatura distribuita uniformemente su tutta la superficie in cui operano. Eccola qui, potenza 50W. A seconda delle dimensioni che volete riscaldare se ne trovano con potenze maggiori o minori.

Costo 16 €. Posizionata a zig zag però (come da disegno nella scatola) mi creava un effetto cottura nei punti in cui era a stretto contatto con le ciotole, ed allora ho formato due cerchi in modo da riscaldare le ciotole perimetralmente:

contenitore riscaldato Così andava decisamente meglio ma quando non usi soltanto ciotole rotonde? Ho infatti anche una cassetta rettangolare dove metto a lievitare le paline per la pizza, queste venivano leggermente essicate nei punti in cui il tubicino riscaldante gli passava sotto. Ed allora trovando spunto, ed ispirazione, in un negozio di brico fai da te, dove ho visto delle grosse mattonelle in plastica tutte forate ad asole, servono per pavimentare i giardini all'esterno.

pavimento cellaI fori permettono all'erba di fuoriuscire dalle asole, proprio quello che mi serviva, la serpentina non era più disposta a zig zag ma interna alla mattonella girando intorno perimetralmente in modo che il calore salisse soltanto dalle pareti laterali per distribuirsi al centro. Adesso è perfetta, almeno dal punto di vista della distribuzione ed irradiazione del calore, costo 3 €.


cella completa Le ciotole adesso poggiano sulla mattonella di plastica forata ed il calore circola da ogni parte. Non importa se siano rotonde o quadrate e neppure se siano grandi o piccole, qualsiasi superficie, basta che riesca ad entrare dentro la cella. Ci infilo anche una teglia in metallo con pezzature di pane già formate. E per il controllo della temperatura?


termostato digitale Serviva un termostato preciso ed io ne ho acquistato uno digitale e programmabile, si trova su ebay o su amazon ad un costo davvero contenuto 10...15 € ( anche nei negozi di acquariologia si trova tutto l'occorrente però a costi maggiori). Adesso posso contare su temperature precise e di conseguenza tempi di lievitazione altrettanto precisi. Le ricette come il panettone o la colomba, dove si richiedono due differenti temperature di lievitazione: per il primo impasto 24/26 gradi e per il secondo impasto finale 28/30 gradi, sono facilmente realizzabili con uno scarto termico inferiore ad 1 grado centigrado.

cella posizione termostato Dove posizionare il termostato per la rilevazione esatta della temperatura? Io ho preferito averlo mobile, così da posizionarlo sempre vicino al lievitato ed a seconda della quantità di impasto lo regolo anche in altezza. Entro da sotto, dal pavimento, così da non avere fori in alto che possano far disperdere il calore e con una tavoletta forata lo posizione in uno dei vari fori regolandolo a seconda dell'altezza.

cella in funzione Ho finito, raccontandovi questa mia esperienza ho voluto soltanto fornirvi degli spunti, potete usare un vecchio pensile da cucina, o un qualsiasi altro mobiletto, se avete spazio anche un vecchio frigorifero sarebbe un'ottima cella di lievitazione. Provvisoriamente sarebbe possibile usare anche il vano del forno spento della cucina di casa.

controllo temperaturae Nei negozi di acquariologia, su Amazon o Ebay si trovano dei kit già pronti perchè già cablati, vi basta soltanto infilare la spina nella presa di corrente. Anche questi potrebbero essere una valida soluzione, insomma vedete voi, adesso avete le idee più chiare di cosa vi serve e di come poter fare. (a fondo pagina alcuni link per reperire il kit su amamzon)

Buona realizzazione della vostra cella di lievitazione...

(le piccole immagini nel procedimento si possono ingrandire facendo click sopra l'immagine stessa)

Andrea Bianchi


termostato etc cella Qualcuno mi ha scritto per difficoltà incontrate nel collegare il termostato. Non serve essere elettricisti per farlo funzionare ma fate attenzione con i fili, tutte le operazioni di collegamento vanno fatte senza che sia inserito nella presa di corrente. Qui sotto uno dei probabili schemi preso da un regolatore dove è possibile notare che ci sono 2 morsetti (7 e 9) sui quali collegare il cavetto che porta corrente 220V, 2 morsetti (11 e 12) sui quali collegare la sonda che legge la temperatura interna alla cella, è tarata e fornita in dotazione col termostato, e 2 morsetti (1 e 3) che aprono il contatto quando la cella arriva in temperatura, quindi comandano il riscaldatore. I morsetti 5 e 6 non si utilizzano.

termostato cella Questo di lato un possibile schema elettrico. Potete utilizzare un cavo con spina recuperato da una vecchia lampada, da un ferro da stiro o altro, non importano le dimensioni del filo visto il consumo davvero minimo del riscaldatore. Meglio mettere una presa comandata dal termostato dove infilare la spina del riscaldatore, così da non tagliarla col rischio di perdere la garanzia. Quindi vi serve un cavetto con spina, un cavetto con presa e seguite lo schemino.

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Spiga di Frumento

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