Una Semplice Cella di Lievitazione fai da te
Con controllo elettronico ti temperatura ed umidità




Indicazioni e spunti su come auto costruirsela con elenco links per reperire i materiali usati.

La mia cella di lievitazione "fai da te".

Una delle prime cose che si notano con l'uso del lievito madre naturale è che a seconda della temperatura ambiente cambiano tempi e modi di lavorazione che ci consentono di gestire al meglio il prodotto finito. Il Lievito Madre infatti una volta inserito negli impasti necessita di una temperatura ottimale che si aggira intorno ai 26...28 ° gradi ma che possiamo avere soltanto nella stagione piu calda, e nei mesi invernali dove è più freddo?

In inverno con temperature basse i tempi di lievitazione si allungano, a volte persino troppo, facendo sballare la nostra tabella di marcia e così il pane per l'ora di pranzo sarà pronto per l'ora di cena, la pizza per la cena sarà pronta per la colazione del mattino dopo. Pizza e pane a parte, che con qualche accorgimento si possono gestire bene anche senza una cella, se parliamo di grandi lievitati tipo: Panettone, Pandoro, Colomba ecc. la cella di lievitazione risulta quasi indispensabile. In pratica si tratta di una piccola camera che riscaldata garantisca una temperatura costante ed ottimale in qualsiasi stagione, non serve una cosa professionale e costosa, la mia per esempio, l'ho realizzata con poche decine di euro, avrei potuto spendere anche meno se non avessi voluto perfezionarla strada facendo. (costo totale 35/40 € nel 2013)

contenitore plasticaEccola qui, si tratta di una semplice scatola di plastica trasparente, una di quelle vendute come contenitori per vario genere di mercanzie, si trova in qualsiasi negozio di casalinghi e ce ne sono di tutte le misure; ognuno potrà sceglierla in base alle proprie necessità, io ne ho preso una piccola cm 36 x 52 x 18 a me bastava che potesse contenere comodamente due ciotole, sarebbe stato inutile, oltre che ingombrante e dispersivo, scegliere qualcosa di più grande. Anche l'altezza è voluta: 18 cm, che mi consente di far lievitare panettone e pandoro senza dispersioni di calore visto che questo sale in alto. Assicuratevi che ci sia il suo coperchio e che questo chiuda perfettamente, niente feritoie o apertura varie. Costo 6 € coperchio compreso, reperita in uno dei negozi di bricolage fai da te.
La uso capovolta in modo da non avere dispersioni di calore, si sa che questo sale verso l'alto e capovolgendola trova il fondo perfettamente sigillato, non sarebbe la stessa cosa se fosse il coperchio a fare da tenuta al calore visto che ci sarebbero inevitabilmente delle piccole feritoie a disperderlo.

contenitore apertoIo vi racconto la mia esperienza, giusto per fornirvi uno spunto, poi è ovvio che ognuno farà quello che vuole ed anzi, qualcuno potrà farla sicuramente anche migliore. Cominciamo col riscaldarla, ci si potrebbe mettere dentro la stessa "lucina" come quella del forno di casa. Se è vero che con quella lampadina accesa si hanno nel forno 30 gradi, in un contenitore che avesse più o meno le stesse dimensioni del fornetto di casa si avrebbero anche più o meno gli stessi gradi. Inizialmente avevo messo un portalampada con lampadina da pochi watt (25W) tipo quella del forno. Per controllare la temperatura avevo inserito anche un termostato ma in pratica non serviva perchè non staccava mai, la quantità di calore provocata dalla lampada non superava i gradi richiesti e questo per via delle dispersioni dalle pareti del contenitore oltre all'assorbimento di calore da parte degli impasti.

tubo riscaldanteAl posto del termostato avrei potuto utilizzare una lampada più potente, 40/60 W. regolata da una di quelle manopole varialuce, alzando ed abbassando la luminosità della lampadina avrei ottenuto più o meno calore, questo funzionava meglio ma il calore non era distribuito uniformemente, essendo il punto di emissione uno soltanto succedeva che la ciotola più distante dalla lampadina non lievitava allo stesso modo di quella più vicina, ed allora ho pensato ai terrari, agli acquari, che grazie a delle serpentine riscaldanti posizionate sul fondo riescono ad avere una temperatura distribuita uniformemente su tutta la superficie in cui operano. Eccola qui, potenza 50 W. Varia a seconda delle dimensioni che volete riscaldare se ne trovano con potenze maggiori o minori. Vi consiglio di non scendere sotto 50W per evitare poi di avere difficoltà nel raggiungere 28 gradi all'interno della scatola, al contrario vi consiglio una potenza maggiore: 80/100 W, per scatole più grandi.

Costo 16 €. Posizionata però a zig zag (come da disegno nella scatola) mi creava un effetto "cottura" nei punti in cui era più a stretto contatto con gli impasti, ed allora ho deciso di disporla ad anello circolante nel solo perimetro più esterno.

contenitore riscaldato Così andava decisamente meglio ma quando mettevo a lievitare i panielli per la pizza, in una cassetta rettangolare, questi venivano leggermente essiccati nei punti in cui il tubicino riscaldante gli passava vicino. Ed allora trovando spunto in un negozio di brico fai da te, ho visto delle grosse mattonelle in plastica tutte forate da asole, servono per pavimentare i giardini all'esterno.

pavimento cellaI fori asolati permettono all'erba di fuoriuscire, proprio quello che mi serviva, la serpentina adesso era interna alla mattonella girando intorno perimetralmente in modo che il calore salisse soltanto dalle pareti laterali per distribuirsi al centro. A quel punto era perfetta, almeno dal punto di vista della distribuzione ed irradiazione del calore, costo mattonella 3 €.


cella completa Adesso i contenitori degli impasti poggiano sulla mattonella di plastica forata ed il calore circola da ogni parte, anche sotto. Non importa se sono rotondi o quadrati e neppure se sono grandi o piccoli, qualsiasi forma abbiano, basta che riescono ad entrare dentro la cella. Ci infilo anche una teglia in metallo con pezzature di pane già formate. I grandi lievitati invece entrano con il loro stampo in metallo o pirottino di carta.


termostato digitale E per il controllo della temperatura? Serviva un termostato preciso ed io ne ho acquistato uno digitale e programmabile, si trova su ebay, su amazon ed in qualsiasi altro portale di vendite tecnologiche cinesi, ad un costo davvero contenuto 10/15 € (anche nei negozi di acquariologia si trova tutto l'occorrente però a costi maggiori). A questo punto è possibile contare su temperature precise e di conseguenza tempi di lievitazione altrettanto precisi. Le ricette come il panettone o la colomba, dove si richiedono due differenti temperature di lievitazione: per il primo impasto 24/26 gradi e per il secondo impasto finale 28/30 gradi, sono facilmente realizzabili con uno scarto termico inferiore ad 1 grado centigrado.

cella posizione termostato Dove posizionare la sonda del termostato per la rilevazione esatta della temperatura? Io ho preferito averla mobile, così da posizionarla sempre vicino al lievitato ed a seconda della quantità di impasto lo regolo anche in altezza. Entro da sotto, dal coperchio che fa da pavimento, così da non avere fori in alto che possano disperdere il calore e con una tavoletta forata lo posizione in uno dei vari fori regolandolo anche in altezza.

cella in funzioneBene, non resta che realizzarla, raccontandovi questa mia esperienza ho voluto soltanto fornirvi degli spunti, potete usare un vecchio pensile da cucina, o un qualsiasi altro mobiletto, se avete spazio anche un vecchio frigorifero sarebbe un'ottima cella di lievitazione. Provvisoriamente sarebbe possibile usare anche il vano del forno spento della cucina di casa.

kit controllo temperaturae Nei negozi di acquariologia, su Amazon, Ebay, ecc, si trovano dei kit già pronti, in pratica già cablati e funzionanti, basta soltanto infilare la spina nella presa di corrente ed impostare la temperatura. Fate attenzione se completi di cavo riscaldate oppure no, e se acquistabile a parte vi serve anche quello. Questi kit potrebbero essere una valida soluzione, insomma vedete voi, adesso avete le idee più chiare di cosa vi serve e di come poter fare. (a fondo pagina trovate alcuni link per reperire il kit su amamzon)

igrometro umidità Volendo è possibile inserire al suo interno anche un generatore di umidità con relativo controllo del tasso espresso in percentuale. La spesa però salirebbe perchè questi oggetti costano e non credo possano servire nel nostro caso. Giusto per sapere che volendo, con celle più grandi forse, è possibile utilizzarli per rendere perfetto anche un prodotto casalingo fai da te. Personalmente lo sconsiglio perchè di fatto l'umidità giusta viene data dall'umidità dell'impasto stesso che evapora, se chiudete il contenitore con una pellicola per alimenti, basta mettere questa pellicola sopra il contenitore dell'impasto, qualunque esso sia, anche i pirottini di carta.

A fondo pagina trovate alcuni links dal sito Amazon, dal quale sarà più facile reperire tutto quello che vi serve.

Buona realizzazione della vostra cella di lievitazione...

(le piccole immagini nel procedimento si possono ingrandire facendo click sopra l'immagine stessa)

Andrea Bianchi

Nota:

termostato etc cellaPS: Qualcuno mi ha scritto per difficoltà incontrate nel collegare il termostato. Non serve essere elettricisti per farlo funzionare ma fate attenzione con i fili, tutte le operazioni di collegamento vanno fatte senza che sia inserito nella presa di corrente. Qui sotto uno dei probabili schemi elettrici preso da un termostato dove è possibile notare che ci sono 2 morsetti (7 e 9) sui quali collegare il cavetto che porta corrente 220V, 2 morsetti (11 e 12) sui quali collegare la sonda che legge la temperatura interna alla cella, è già tarata ed è fornita in dotazione col termostato, 2 morsetti (1 e 3) che aprono il contatto quando la cella arriva in temperatura, quindi comandano il riscaldatore. I morsetti 5 e 6 non si utilizzano. Qualunque sia il tipo termostato che avete acquistato, cambieranno i numeri ma il funzionamento sarà lo stesso identico per cui fate riferimento allo schema sotto, tutti i termostati infatti avranno: 2 morsetti per alimentazione 220V, 2 morsetti ai quali collegare al sonda della temperatura e 2 morsetti che aprono il contatto quando si raggiunge la temperatura impostata.

termostato cella Questo di lato un possibile schema elettrico. Potete utilizzare un cavetto con spina recuperato da una vecchia lampada, da un ferro da stiro o altro, non importa quali siano le dimensioni dei fili visto il consumo davvero minimo del riscaldatore. Mettete anche una presa volante comandata dal termostato dove infilare la spina del riscaldatore, questa spina NON deve essere tagliata per nessun motivo o correrete il rischio che poi non funzioni più oltre alla certezza di aver perduto la garanzia. Quindi vi serve un cavetto con spina, un cavetto con presa e seguite lo schema di collegamento del vostro regolatore di temperatura facendo riferimento a questo.



Per la temperatura interna. Serve un riscaldatore ed un dispositivo di comando e controllo della stessa temperatura.



Per rendere tutto più semplice, ci sono dei sistemi completi: controllo e riscaldatore o anche una cella già pronta all'uso.



Per il vapore (opzionale). Serve un generatore di umidità ed un dispositivo di comando e controllo della stessa umidità.

Se avete dubbi o altro scrivetemi sul Gruppo facebook






Spiga di Frumento

Questa pagina è stata visitata: 77.808 volte




Se avete domande, dubbi o altro potete iscrivervi al Gruppo facebook
su